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Principio di rotazione negli affidamenti diretti

Principio di rotazione negli affidamenti diretti

Il Tar di Lecce si è recentemente pronunciato circa la portata del Principio di Rotazione.

Nel caso di specie, la società ricorrente, la quale aveva ininterrottamente gestito il servizio informatico del comune di Uggiano della Chiesa, ha impugnato gli atti con i quali il Comune ha disposto l’affidamento del servizio ad altra società.

La ricorrente lamentava che il Comune, avendo deciso di procedere attraverso il modulo della procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando, avrebbe dovuto invitare la ricorrente a presentare la propria offerta, dal momento che comunque non era mai stata contestata dal Comune l’inadeguatezza del servizio da lei reso e che l’offerta della nuova aggiudicataria non era affatto migliorativa della propria.

È da rilevare anzitutto che il Comune non aveva provveduto attraverso la procedura negoziata ma ha deciso di scegliere l’affidamento diretto, dal momento che lo stesso è consentito per l' affidamento di lavori, servizi e forniture di importo inferiore a 40.000 euro.

Posto ciò, è da osservare che, avendo la ricorrente effettuato il servizio negli anni precedenti, il mancato invito alla procedura si giustifica agevolmente con l’applicazione del principio di rotazione.

Infatti, trova applicazione alla fattispecie l’art 36, comma primo, d.lgs. 50/2016, il quale prevede espressamente il “rispetto del principio di rotazione”, e, trattandosi di una norma speciale relativa alle gare sotto soglia, essa prevale sulla normativa sulle gare in generale (cfr. Tar Friuli Venezia Giulia, sez. I, 4 ottobre 2016, n. 419).

Il Tar Lecce, infine, per decidere nel merito della controversia, ha ritenuto di dover confermare l'orientamento già espresso dal Tar Aquila con la sentenza n 372 del 09/06/16.

In particolare, la sentenza in esame enuncia e ribadisce il principio secondo cui non può configurarsi, in linea di principio, alcun obbligo per la Stazione appaltante di invitare, ad una gara informale il gestore uscente: piuttosto, trattasi di una mera facoltà, di cui, proprio per il principio di massima partecipazione, la stessa stazione appaltante deve dare motivato conto all'esterno.

In sostanza, qualora l'Amministrazione dovesse invitare anche il precedente gestore, dovrebbe poi spiegare l'apparente contrasto con il principio, normativamente fissato, di rotazione.

In conclusione, il mancato invito dell'operatore uscente risulta pienamente legittimo.

(Tar Lecce, sent. n. 1906 del 15/12/2016)

In allegato la sentenza di cui in argomento.

Centro Studi- Sanitappalti.com - Grizzaffi Management Srl

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Ultima modifica ilMartedì, 27 Dicembre 2016 10:21
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